Glossario
A
Accessibilità di un gruppo di misura
Si definisce accessibile un gruppo di misura, quando è accessibile direttamente dalla pubblica via, senza ulteriori impedimenti e/o passaggi su proprietà privata sia essa chiusa o aperta.
B
Bruciatore
Elemento interno agli apparecchi a gas che consente la combustione della miscela tra gas metano e aria, producendo la fiamma. Ne esistono due tipologie:
Bruciatore ad aria soffiata
È il bruciatore presente nelle caldaie pressurizzate; è un organo indipendente dal generatore di calore, normalmente installato su un foro praticato sul portello d'accesso alla camera di combustione.
Un ventilatore aspira l'aria comburente che viene miscelata con il gas in arrivo dalla rampa che brucia dopo la testa di combustione; un deflettore modifica il flusso della miscela al fine di ottenere un forma della fiamma adatta alla camera di combustione della caldaia.Il bruciatore ad aria soffiata può essere monostadio, bistadio o modulante.
Bruciatore atmosferico
È l'organo degli apparecchi atmosferici che permette la combustione della miscela aria-gas; esso è composto da una zona di premiscelazione dove il gas in arrivo dalla valvola gas entra in intimo contatto con l'aria comburente e da una serie di "beccucci" dove si ha la combustione della miscela. I bruciatori sono generalmente realizzati in acciaio inossidabile e sono predisposti per la combustione di gas di diversa composizione (bruciatori multigas).
Il bruciatore può essere monostadio (on-off), bistadio (può funzionare con solo una parte dei beccucci accesi) o modulante (tutti i beccucci sono accesi, ma la fiamma viene modulata in funzione del fabbisogno energetico).
Negli ultimi anni la tecnologia costruttiva dei bruciatori si è evoluta in parte grazie all'utilizzo di nuovi materiali (bruciatori ceramici a matrice spugnosa o fibroceramica, bruciatori in maglia metallica) e in parte grazie allo studio di nuove forme che esaltano lo scambio termico per irraggiamento con le pareti della camera di combustione (bruciatori a forma cilindrica).
C
Caldaia a basamento
Può essere sia a camera aperta sia a camera stagna; di solito è in ghisa o in acciaio, con bruciatore atmosferico che sfrutta la pressione del gas per aspirare parte dell'aria necessaria alla combustione, o con bruciatore ad aria soffiata che realizza la miscela aria/gas necessaria alla combustione tramite un ventilatore. È robusta e mantiene un alto rendimento nel tempo con una semplice manutenzione.
Collegandola ad un bollitore permette la produzione di acqua calda. È consigliata per il riscaldamento di ville dove, di norma, viene installata in appositi locali.
Caldaia di tipo combinato
Apparecchio per riscaldare ambienti e produrre acqua calda subito e nella quantità desiderata. Concentrare le funzioni di caldaia e scaldabagno in un unico apparecchio, consente di ridurre l'ingombro e i costi di gestione e manutenzione.
Caldaia murale
Tipo di caldaia da installare fissata ad una parete. Va incontro alle esigenze dell'edilizia residenziale, collettiva e singola; occupa meno spazio della caldaia a basamento, che è tradizionalmente destinata ad impianti centralizzati di riscaldamento, anche se la durata dei componenti di quest'ultima è solitamente inferiore.
Caldaia murale a camera aperta
Si chiama così perché preleva l'aria necessaria alla combustione dall'ambiente in cui si trova. È la tipica caldaia domestica facile da usare e, normalmente, è di tipo combinato cioè in grado di produrre anche acqua calda sanitaria.
Caldaia murale a camera stagna
Preleva direttamente dall'esterno l'aria necessaria alla combustione e non richiede, quindi, prese d'aria nel locale in cui viene installata. Ha cioè il focolare a tenuta rispetto all'interno del locale, e tecnicamente si chiama di "tipo c". Costa un po' di più, ma è molto sicura e ha il vantaggio di poter essere installata anche nei locali dove non è consentito l'uso di apparecchi tradizionali.
(a) Camera aperta
Tipo di apparecchio che preleva l'aria necessaria alla combustione direttamente nel locale in cui è installato. I modelli attualmente in commercio sono provvisti obbligatoriamente di un dispositivo che ne blocca il funzionamento in caso di anomalia nel sistema di scarico dei fumi.
(a) Camera stagna
Sono apparecchi (caldaie, radiatori, scaldabagni) aventi la camera di combustione stagna rispetto all'ambiente in cui operano. Prelevano l'aria necessaria e scaricano i prodotti della combustione direttamente all'esterno, tramite appositi condotti fumari forniti assieme all'apparecchio. La loro installazione è permessa dalla normativa in qualunque ambiente, quindi anche in camere da letto, monolocali e sale da bagno, ad esclusione dei locali classificati con pericolo d'incendio (autorimesse, box, ecc.). Permettono la regolazione separata della temperatura nei vari ambienti.
Vedi anche Radiatori murali.
Cappa aspirante o ad espulsione
Convoglia verso l'esterno le sostanze inquinanti prodotte dalla cottura. Si installa sopra il piano di cottura a gas e consente di proteggere dalla contaminazione dell'aria l'interno del locale cucina. È obbligatoria per i nuovi apparecchi di cottura, mentre non è permessa la cappa a filtro chimico, adatta ad eliminare solo gli odori.
Contributo sociale
Con l'introduzione della nuova metodologia tariffaria le Amministrazioni Comunali possono richiedere all'azienda distributrice l'applicazione, a partire dall'1/7/2001, di una quota aggiuntiva destinata ad un fondo in favore dei Clienti economicamente disagiati, anziani e disabili.
La società distributrice è quindi tenuta a fatturare a tutti i Clienti attivi una quota non superiore all'uno per cento della quota variabile di distribuzione che verrà poi riversata al Comune richiedente che l'amministrerà in completa autonomia.
Pertanto, se il Comune di Sua appartenenza ha fatto tale richiesta nel dettaglio fattura Lei riscontra la voce "Contributo Sociale" relativo al periodo interessato dalla fatturazione
Cronotermostato
È un dispositivo utile per l'attivazione e lo spegnimento automatico della caldaia e per programmare la temperatura dell'ambiente. Collegato alla caldaia permette di impostare: i livelli di temperatura che si vogliono mantenere in ambiente (per legge* la temperatura degli ambienti non deve essere superiore a 20 °C + 2°C di tolleranza) e i periodi di funzionamento dell'impianto termico (stabiliti dalla legge** a seconda della zona climatica). Una volta impostato, il cronotermostato farà funzionare la caldaia automaticamente in relazione ai parametri scelti.
Obbligatorio per gli tutti gli impianti termici installati o ristrutturati dopo il 30 giugno 2000***, non è richiesto per impianti termici preesistenti, né per la sola sostituzione della caldaia, anche se è consigliabile. Un corretto funzionamento di questo apparecchio può permettere un notevole risparmio energetico e di costi.
* D.P.R. 412/93, Art. 4
** D.P.R. 412/93
*** D.P.R. 551/99 Art. 5
D
Dichiarazione di conformità
È un certificato che l'installatore autorizzato ha l'obbligo di rilasciare al termine dei lavori che riguardino l'impianto realizzato per utilizzare il gas. La denominazione completa è: "dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola d'arte". È prevista dalla Legge 5 marzo 1990, n. 46 "Norme per la sicurezza degli impianti", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12.03.1990, che sancisce una specifica regolamentazione, ai fini della sicurezza, per sette tipi di impianto relativi ad edifici adibiti ad uso civile.
Una copia della dichiarazione di conformità (senza gli allegati obbligatori), deve essere inviata, a cura dell'installatore, all'organismo che gli ha rilasciato l'abilitazione.
Un'altra copia della dichiarazione deve essere consegnata dall'installatore al committente e da questi conservata, senza limiti di tempo, e trasmessa all'avente causa in caso di trasferimento di proprietà dell'immobile. È buona regola fornirne copia alla persona che utilizza i locali in caso di locazione. Nel caso di nuovo edificio una copia della dichiarazione va allegata alla documentazione da inviare ai Comuni per ottenere il certificato di abitabilità o di agibilità.
Dispositivo antiriflusso o anche detto Dispositivo rompitiraggio-antivento
E' un componente statico realizzato in lamiera metallica utilizzato nei generatori di tipo murale; l'apparato, detto anche dispositivo antiriflusso, è posizionato sopra lo scambiatore principale ed ha una duplice funzione:- impedire ad un eventuale riflusso dei fumi, dovuto ad esempio ad un colpo di vento, di spegnere la fiamma del bruciatore, convogliando i fumi nelle aperture laterali;- ridurre il tiraggio eccessivo in modo da evitare fenomeni di distacco di fiamma.Tale dispositivo NON impedisce il riflusso dei prodotti della combustione in ambiente.
Dispositivo di sicurezza contro il ricircolo dei fumi
Tutti gli apparecchi di tipo B1 installati dopo la pubblicazione della norma 7271, F.A.2 del dicembre 1991 devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza contro il ricircolo dei fumi in ambiente (termostato fumi) installato in prossimità di un'uscita laterale del dispositivo rompitiraggio-antivento.
E
Elettrovalvola
Consente di comandare automaticamente la chiusura o l'apertura di un rubinetto. Può essere collegata ad un rilevatore di fughe e comandare la chiusura automatica di un rubinetto posto a valle del misuratore. È posta nelle caldaie per metterle in sicurezza in caso di malfunzionamento.
Elettroventilatore
È un estrattore di aria applicato alla parete esterna o alla finestra, oppure collegato ad un apposito condotto di scarico verso l'esterno, da mettere in funzione durante tutto il tempo di funzionamento dell'apparecchio di cottura. In questo caso non può tassativamente essere collegato a canne fumarie destinate allo scarico di apparecchi diversi da quelli di cottura, quali caldaie, scaldabagni e stufe, anche se installati su altri piani; nel locale non deve esserci alcun condotto di scarico funzionante o fuori servizio, a meno che non sia tappato o sigillato. Può sostituire la cappa aspirante quando non ne sia possibile l'installazione.
F
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